Genitori

Mia madre si chiama Silvia, ma in famiglia la chiamiamo la Generalessa. Non perché urli o comandi con la voce, ma perché ha l’autorità naturale di chi riesce a organizzare un pranzo di Natale per venti persone con una tabella Excel a colori e tre sveglie impostate sul telefono.
Silvia è una donna elegante, di quelle che dicono “mi vesto comoda” e poi appaiono in casa con un foulard di seta e il rossetto perfetto, anche se stanno solo tagliando le zucchine.
È in pensione, ma nessuno se n’è accorto: si alza alle 6, fa ginnastica, legge il giornale, manda un buongiorno su WhatsApp a tutta la famiglia e poi inizia a elencare cose da fare “così, per non stare con le mani in mano”.
Nessuno sa davvero cosa faccia durante il giorno, ma il risultato è che tutto funziona, tutti mangiano, e ogni problema (dalla lavatrice rotta alla tua crisi esistenziale) ha una soluzione scritta in corsivo su un foglietto appeso al frigorifero.

Mio padre si chiama Roberto, ma da noi è il Tecnico.
Ex ingegnere, ex ciclista, ex tuttofare. Adesso è in quella fase della vita in cui guarda video su YouTube per imparare cose che non gli serviranno mai.
“Lo sapevi che puoi costruirti un forno solare con la carta stagnola?” mi dice mentre cerca di montare una mensola che era dritta, ma ora ha un’inclinazione filosofica.